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18 Dic 2023

Ogni crisi ha un inizio. Ma anche una fine

La storia dell’economia è sempre una storia di crescita. Tra fasi positive e fasi negative.

Stiamo vivendo un periodo di trasformazione e nell’economia non sta circolando molta fiducia. Diversi sono i fattori geopolitici e macroeconomici che stanno determinando il periodo di incertezza che viviamo. Non è la prima volta che accade, anzi: se c’è un elemento stabile dei mercati finanziari è proprio questo loro procedere non in modo rettilineo e regolare, ma a fasi alterne di contrazione e crescita. Con una regola, però: a ogni crisi è seguita sempre una crescita che non solo ha recuperato le perdite precedenti ma, anzi, ha messo in circolo più ricchezza. Vediamo allora qualche “serie storica” per capire le ragioni di questa alternanza. Le più grandi crisi della storia recente sono la cosiddetta “crisi dei mutui subprime”, che si è verificata tra il 2007 e il 2009, e la crisi pandemica del 2020-2021. Vediamo cosa è successo.

La crisi finanziaria globale

Dal 9 ottobre 2007 al 9 marzo 2009 la borsa americana ha perso più del 50% (indice Dow Jones), un crollo secondo solo alla crisi del 1929, quando la perdita fu dell’87,7% in quasi 3 anni.

Le principali cause della crisi sono state:

  • la crisi del settore immobiliare, che aveva visto i prezzi delle case crescere a dismisura
  • una politica bancaria spregiudicata nella concessione di mutui negli Stati Uniti
  • un’intricata e malsana interconnessione tra istituzioni finanziarie e la realizzazione di prodotti finanziari complessi apparentemente sicuri, ma in realtà molto poco trasparenti ed estremamente rischiosi.
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La reazione delle autorità monetarie e fiscali è stata rapida e incisiva, soprattutto dopo il fallimento della banca Lehman Brothers. Per limitare i danni e uscire dalla crisi sono state applicate progressive riduzioni dei tassi d’interesse e pacchetti d’intervento pubblico mirati alla salvaguardia della stabilità del sistema finanziario e dei posti di lavoro a rischio.

La crisi è stata lunga, ma l’esito è stato quello di un recupero molto più rapido di quanto avvenuto dopo la crisi del 1929 (che aveva causato tre anni di profonda recessione). Le conseguenze hanno portato a una stretta regolamentare nel settore finanziario, al fine di evitare il ripetersi di una crisi analoga.

La crisi pandemica

La pandemia da Covid19 ha scatenato una crisi che ha avuto un forte impatto sui mercati finanziari negli anni 2020 e 2021.

Le principali cause della crisi sul piano economico sono state:

  • blocco globale della produzione nella maggior parte delle industrie e dei servizi e conseguente interruzione dell’attività lavorativa
  • crollo del prodotto interno lordo e della domanda di beni e servizi
  • interruzione di numerosi investimenti e riduzione drastica del commercio internazionale.

Questi eventi si sono riflessi in un crollo dei mercati azionari che, nel caso dell’area euro, hanno visto le azioni crollare del 38,6% dal 19 febbraio al 18 marzo 2020 (in Italia del 41,6% dal 19 febbraio al 12 marzo 2020).

Cosa è stato fatto per arginare la crisi? La reazione delle autorità monetarie e fiscali ha previsto repentini cali dei tassi d’interesse e programmi fiscali di sostegno temporaneo a famiglie e imprese. L’effetto sui mercati è stato quello di un rapido recupero delle quotazioni che in poco più di un anno hanno superato i livelli di prima della crisi.

Che cosa ci insegnano le crisi passate?

Queste due esperienze confermano che col tempo la reazione delle autorità monetarie e fiscali è in grado di compensare la spinta recessiva provocata dagli eventi straordinari. Questo vuol dire che anche le crisi più gravi sono seguite da recuperi nei valori delle attività finanziarie, se ben diversificate.

Quindi, anche quando le cose non vanno per il meglio, è importante evitare di prendere decisioni avventate dettate da paura e sfiducia e procedere con decisioni il più possibile ponderate e circostanziate. Anche con l’aiuto degli esperti cui ci affidiamo, cerchiamo di capire cosa sta effettivamente accadendo e quali sono le aspettative sul medio periodo. Osserviamo come circola la fiducia, valutiamo segnali e informazioni che abbiamo a disposizione per mantenerci sul percorso razionale e scientifico che dovrebbe guidare ogni nostra decisione.

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