Quando le emozioni aprono la porta alle truffe
Il fenomeno delle truffe digitali è in forte crescita. Secondo il Report Annuale 20251, la Polizia Postale ha gestito 27.085 procedimenti di cybercrime economico-finanziario, con oltre 269 milioni di euro sottratti, in aumento rispetto ai 181 milioni del 2024. Per cybercrime si intendono le frodi e gli illeciti commessi attraverso la rete, cioè quando Internet e gli strumenti digitali vengono utilizzati come mezzi per realizzare il reato. A questo si aggiungono 9.250 casi di computer crime, ossia reati informatici in senso stretto, in cui il computer o il sistema informatico rappresentano l’obiettivo diretto dell’attacco. I dati in crescita sono il segnale di una pressione sempre più forte sul perimetro cibernetico nazionale.
Ma non si tratta “solo” della perdita di denaro: dietro ogni truffa c’è anche un impatto psicologico profondo. Le vittime spesso provano vergogna, senso di colpa, rabbia e sfiducia, talvolta anche con sintomi clinici come insonnia, nausea, perdita di peso e danni psicologici persistenti. Il timore di sentirsi giudicati e il senso di inadeguatezza prevalgono e lasciano profonde tracce di sofferenza e, non di rado, di depressione. Ecco perché oggi la prevenzione delle truffe non è più un’opzione, ma una necessità.
Perché ci caschiamo?
Quasi tutte le truffe iniziano con una semplice interazione: una telefonata, un messaggio su WhatsApp o un contatto via social. Secondo il Report on Security and Bank Fraud di CERTFin (maggio 2025), questo accade nel 95% dei casi, sfruttando tecniche di manipolazione psicologica nell’86% degli attacchi.
Per riuscirci, i truffatori giocano sulle emozioni e sui bias cognitivi, ossia trappole mentali che possono spingerci a fare scelte impulsive. Ecco qualche esempio.
Eccessiva sicurezza

Quando siamo troppo sicuri di noi e delle nostre capacità, la curiosità e l’entusiasmo prendono il sopravvento. Così, davanti a un’opportunità che sembra imperdibile, decidiamo d’impulso senza pensarci troppo.
I truffatori possono sfruttare questa leva per:
- Proporci falsi investimenti. Promettono guadagni rapidi e sicuri, usando piattaforme che sembrano identiche a quelle legittime e, tramite l’utilizzo di IA e tecnologie sofisticate come i deepfake, mostrano volti noti intenti a sponsorizzare grandi opportunità di investimento. Sicuri di aver trovato l’occasione giusta, versiamo somme sempre più ingenti, destinate poi a diventare irrecuperabili.
- Introdurci nel meccanismo del Money Muling. Tutto inizia con un annuncio di lavoro allettante, che promette guadagni rapidi senza particolari competenze. Le offerte si presentano sotto forma di annunci sui social o chiamate automatiche che promettono incarichi semplici, con compensi immediati. In realtà i truffatori reclutano persone per movimentare fondi ottenuti illegalmente, trasformandole in “muli di denaro”, inconsapevolmente complici di un reato finanziario. Convinti di essere perfettamente in grado di distinguere le truffe, cadiamo in questa trappola che può avere anche conseguenze legali importanti.
Illusione di controllo

Quando pensiamo che tutto sia semplice e chiaro, ci illudiamo di avere il pieno controllo della situazione. Questa sensazione di sicurezza ci porta ad abbassare la guardia: ignoriamo i segnali di rischio, sottovalutiamo le conseguenze e agiamo con leggerezza.
I truffatori possono sfruttare questa leva per promuovere finti acquisti, pubblicizzando prodotti inesistenti a prezzi vantaggiosi su siti che imitano quelli di brand conosciuti o su piattaforme di annunci. L’obiettivo è spingerci a fare un pagamento anticipato, che però non porterà mai alla consegna del prodotto. Convinti che si tratti di un semplice acquisto, e persuasi dall’apparente affidabilità del contesto, cadiamo nel tranello senza farci troppe domande.
Ancoraggio emotivo e senso di urgenza

Quando qualcuno ci dedica attenzione e ci fa sentire speciali, tendiamo a considerarlo affidabile. E se siamo soli o in cerca di legami, questa sensazione si amplifica. Allo stesso modo, quando veniamo a conoscenza di una situazione di emergenza che riguarda una persona a noi cara, tendiamo ad abbassare le nostre difese e a ritenere credibile qualsiasi richiesta di aiuto.
I truffatori possono sfruttare queste leve per:
- Farci cadere nelle Love Scam. Il truffatore crea una relazione affettiva online, fingendo di essere un’altra persona. Una volta che si stabilisce un legame di fiducia e le difese si abbassano, scatta la richiesta di denaro per affrontare, ad esempio, un’emergenza. L’impatto non è solo economico ma anche psicologico, perché una volta svelata la truffa la vittima prova vergogna e senso di tradimento.
- Ingannarci con le finte emergenze familiari. Il truffatore si finge un nostro familiare in pericolo e ci convince ad effettuare dei trasferimenti di denaro con urgenza per ovviare alla situazione di difficoltà. Anche in questo caso, il legame affettivo ci trae in inganno spingendoci ad agire senza riflettere e verificare l’autenticità della richiesta.
In generale, quando sentiamo che il tempo stringe, la paura di perdere qualcosa o qualcuno prende il sopravvento. In quei momenti, agiamo senza pensarci troppo, magari spinti dall’ansia o dalla pressione di chi ci sembra autorevole e in cui riponiamo la nostra fiducia.
I truffatori possono sfruttare questa leva per:
- Ingannarci con l’impersonificazione. I criminali si fingono operatori antifrode della banca o membri delle forze dell’ordine, sostenendo che sul conto ci siano attività sospette e che sia necessario agire subito per “mettere in sicurezza” i fondi, trasferendo il denaro su un conto “sicuro”, in realtà controllato dai truffatori. La percezione di autorevolezza e la paura di perdere i nostri risparmi ci fanno ritenere affidabile l’interlocutore e agire subito. Così, senza pensarci troppo, seguiamo le istruzioni e perdiamo effettivamente i nostri risparmi.
- Il phishing. Si tratta di e-mail, SMS o chiamate ingannevoli, spesso con tono allarmante, studiati per sembrare comunicazioni ufficiali e spingerci a cliccare su un link, scaricare un allegato malevolo, inserire le nostre credenziali su siti apparentemente identici a quelli ufficiali o comunicare i dati di sicurezza direttamente a telefono. La fretta non ci dà il tempo di riflettere e quindi di verificare se si tratti di comunicazioni legittime.
La nostra prima difesa? La consapevolezza

Le truffe raggiungono il proprio obiettivo non a causa della nostra distrazione o perché siamo “poco furbi”: in realtà si basano su strategie sofisticate che sfruttano emozioni e automatismi mentali per spingerci a prendere decisioni impulsive.
Per difenderci, è quindi fondamentale adottare un atteggiamento consapevole:
- Riconoscere che nessuno è al sicuro: tutti possono essere influenzati dai bias cognitivi, anche chi è convinto di avere abbastanza esperienza per evitarli.
- Prendersi il tempo di verificare: non fidarsi di richieste anomale, non cedere alla fretta, controllare sempre fonti e identità ed evitare di isolarsi. Prima di fare qualsiasi cosa, è bene contattare il servizio clienti della tua banca, chiamare le Forze dell’Ordine oppure contattare un familiare per chiedere consiglio.
- Aggiornarsi: informarsi sulle nuove tecniche di frode e adottare buone pratiche di sicurezza. Social media, internet e tutte le piattaforme digitali offrono terreno fertile per il truffatore poiché in poco tempo riesce a raccogliere informazioni, foto e dati accurati delle proprie vittime, in modo da rendere l’inganno ancora più credibile. Per questo è importante essere molto cauti nella condivisione dei propri dati personali online.
- Denunciare, se si è vittime di una truffa. Questo gesto (così come supportare emotivamente altre persone che subiscono una frode, invitandole a presentare denuncia) è fondamentale per proteggere noi stessi e la collettività. Non è mai la vittima a dover provare vergogna.
E infine ricorda: se qualcosa sembra troppo bello o facile per essere vero… probabilmente non lo è!
Resta sintonizzato su Finanza Insieme per non perderti i prossimi contenuti dedicati al tema sicurezza! Nel frattempo, continua ad allenarti a prendere decisioni finanziarie consapevoli: parti da qui per scegliere l’argomento che ti interessa approfondire di più.
Fonti:










